giovedì 22 dicembre 2016

Buone Feste a Tutti?




Buone feste a tutti.


Le feste natalizie e di fine anno, concludono questo 2016 non esaltante per chi l’anno scorso, speranzoso, aveva riposto nel nuovo qualche speranza.
Al voler essere sinceri e, non demagogici, direi deludente per le aspettative mancate, in particolare verso i giovani.
Una politica scellerata li costringe ad espatriare e trovare un lavoro decente che possa ripagarli nel merito, dopo aver dato tanto nello studio e nell'apprendere.
Alla fine, il risultato ottenuto non ha premiato, non ha pagato, e dato, quanto si sperava, lasciando capire che in Italia la meritocrazia non è ben’accettata e vince lo scellerato potere di quelle classe politiche vecchie, che continuano a decidere su basi logiche, collaudate. Poteri feudi baronali, legati alla massoneria che nella storia italiana, hanno lasciato vergognose tracce nella penisola. Uomini sempre ai vertici politici e di dominio. … Ci perseguita una classe dirigente distruttiva, una classe dirigente che non intende cambiare, non amando le regole altruiste. Quelle regole che  dovrebbero seguire i cambiamenti, al cambiare del mondo.
La status attuale del potere in Italia si erge, su corruzione politica e potere dominante.
Manca l’onestà intellettuale, la corruzione è entrata in tutti gli abbienti: scuola sanità e perfino nella cultura. Se non sei di quel partito non fai film, non vai in TV … Sei emarginato da tutti.
Oggi viviamo in una Italia dove i migliori sono fuori, e la schiuma maleodorante di ignoranti e incolti, ha le redini del comando in tutto: cultura, spettacolo giornalismo vertici TV.  ... Per non parlare della forte disoccupazione, e delle piccole imprese, soffocate dalla burocrazia e dalle tasse che servono a mantenere gli avvoltoi di uno Stato che governa al limite, dell’usura e delle tangenti, richieste per arricchire la classe politica che s’è fatta votare e governa, criminosamente, con la complicità di mafia, camorra e delinquenza comune. … Una Italia di esodati, cassaintegrati, e di chi sta in mobilità lavorativa, senza la giusta età per andare in pensione. … Gente che prossimamente, se non cambiano le cose, saranno i futuri emarginati che riempiranno i locali delle mense, messe su dalla Caritas diocesana.
Senza essere smentito, posso affermare che saranno i prossimi poveri. Prossimi razzisti, pronti a prendersela con gli altri deboli: i rifugiati in arrivo che scappano da una infame guerra voluta dai potenti della terra, per spartirsi ricchezze e potere.
Con loro ci sono altri emarginati: gli africani. Questi arrivano scappando dalla fame e morendo a loro volta. Fugga creata dai colonizzatori di quelle terre ricche di minerali richiesti da industrie elettroniche e che pagano ai dittatori, chiudendo gli occhi sul sangue versato. Dittatori che tengono i propri sudditi in povertà e in analfabetismo, per sfruttarli al massimo, affamandoli.
Augurare a Buone feste sta diventando un eufemismo: direi una di presa in giro.
La religiosità è lontana Il simbolo ha smesso di esistere. La stella di Natale con il presepe che richiamava a ricordo la nascita di Cristo, è venuta meno. La nascita di cristo è oscurata dai tanti morti, che per scappare, e non morire ammazzati dalle armi vendute dai paesi ricchi e, in via di sviluppo, muoiono annegati.
Poveri esseri umani gettati in acqua da approfittatori o come li chiamano: mercanti umani , che dall'America e l’Europa hanno imparato ad ammazzare per arricchirsi.

Facciamo gli auguri? ….. Ditemi a chi? … A quelli che muoiono? … A quelli che non hanno una casa e dormono per strada, e a quelli più fortunati in roulotte? … A quelli che stanchi di lottare, perdendo ogni speranze nel vedere i figli dei politici ben sistemati, mentre vedono i loro figli partire, per luoghi lontani e morire (come è successo), per trovare un lavoro altrove? … A quelli che non arrivano a fine mese, mentre chi ha tanto, butta dalla finestra, panettone e mezze bottiglie vuote di sciampagna che costano 500 Euro a bottiglia? … A quelli che sono in un ospedale con la leucemia, contratta da avvelenamenti ambientali e da variazioni genetiche, causate da manipolazioni volute per combattere la fame nel mondo? Scusa per esperimenti a manipolare il potere del consumismo.
A coloro che restano accanto ai figli morenti, condannati da tumori, causati per terre inquinate da fusti radioattivi, smistati con la complicità della criminalità organizzata, pagando tangente a qualche politico di merda? … A chi, stanco di vedere i propri figli digiuni, compie azioni criminose?
A chi pensa che la vita ce l’ha con lui e gli sfugge capire, che come lui, ci son tanti nella medesima condizioni?
 Fare gli auguri non me la sento. Sa di presa in giro per le persone intelligenti.
In un mondo dove gli auguri un tempo lontano erano rivolti alla cristianità, e questa non esiste più.
Auguriamo ai nostri potenti della terra di non ingozzarsi di benessere! Questo possiamo farlo! Cristo non ha bisogno di auguri, ma di ritornare.
Fare gli auguri e non essere cristiani, non ha senso. Il mondo senza cristianità è finito.

Quest’anno non ci sono segni con addobbi di festa a casa mia! … La mia abitazione resta spenta. … Illuminare è un simbolo di luce cristiana; simbolo di una speranza che non deve spegnersi e morire, per diniego della cristianità. Se vogliono negare il Cristo, lo facciano al buio. Chi intende festeggiare il consumismo accendino pure, alberi e vetrine. La nascita e rinascita umana, in Cristo e nell'anima, Per ora non la vedo. Illuminare è un richiamo all'esistenza, è dire: “questo per te è un faro che se lo segui ti guida”. Parlo di Cristo. Ma se tu non vuoi seguire cristo è inutile che io ti indichi la via. Le tenebre non ti lasceranno trovare la strada ed io non ti aiuterò per questo spengo il faro.

Cristofaro Cingolo     



lunedì 2 maggio 2016

Genio e follia.





La follia trasforma il genio; da vita alle fantasie che il reale si nega. 

Mi son chiesto diverse volte del perché, chi scrive o dipinge, ha bisogno di sollevarsi dal peso della sua gravità reale: quella che ti tiene saldo alla terra, chiuso nella razionalità che non ti permette di andare; inclusa il pressappochismo di cui ci rivestiamo, e che annulla, sincerità e verità di coscienza.
Quella che, per dirla e mostrarla come la vedi, devi dissociarti dai parametri imposti da un perbenismo ipocrita, vietandoti d’essere la persona sincera e pensante che sei, chiedendoti di essere quello che non sei per apparire come gli altri ti vogliono vedere. Un qualcosa che non ti appartiene.
Possiamo chiamarla società, religione, politica, ideologia avversa. 
Lo scrivere, dipinge, scolpire; il dire. Cose che per farlo come senti dentro di te, devi fantasticare, annullarti. … Scrivere, dipingere e altro, puoi farlo, allontanando da te lo spettro della gravità imposta dalla concretezza. … Per entrare e sentirti dentro una realtà a tua misura, vera, da capire solo entrando nel tuo medesimo stato d’animo. … Ossia, quella interiore.
La realtà vista diversamente dagli obesi mentali è rifiutata dal genio libero. Colui che si apre alla conoscenza del non probabile. La realtà è difficile da trasmettere in sobrietà a coloro che hanno una visuale ristretta, diversa; appesantita dalla gravità dei piedi che ambiscono a toccare la terra per sentirsi al sicuro.
Bisogna essere folli per vivere la vera dimensione dell’inconscio; alzarsi senza timore di sembrare buffi, sulle punte dei piedi. Volare senza ali, adoperando lo spazio cerebrale infinito. Solo così puoi superare e capire, dove finisce la mediocrità del falso vivere. ... Guardare velati il reale, dando spazio a quel surreale che altri non riescono a percepire vietandosi il bello. Sbeffeggiare il quotidiano, falsificato dal riluttante quotidiano ed dare vita al genio creato al momento, da te che riesci ad alzarti al disopra dei mediocri, fermi ad aspettare l’attimo che mai arriverà. 
Un perbenismo di comodo e ingiurioso, guida il sobrio. … Ciò che l’artista si nega; lui il mondo lo vede e lo plasma, diversamente. Lo decanta, lo dipinge e lo riporta con il suo senso alterato ai sensi pochi conosciuti, e a chi non ne ha sviluppati altri per non sembrare un folle. Gli occhi, le orecchie, l’olfatto, possono darti il reale percepito da tanti, ma non ti lasciano entrare nel senso di follia che esprime altro. Chi vuole volare, deve entrare nel corpo di un uccello. Chi vuole provare a sentirsi libero, deve immedesimarsi in un animale che ha smesso di essere braccato, chi vuol sentirsi creativo deve rinunciare a copiare. Per essere nel mondo, devi essere il mondo.
Noi siamo gli stessi, nel momento in cui siamo capaci di dire e fare, di andare oltre la nostra volontà e, fuori dalla volontà di terzi.
Se non capite, vuol dire che siete legati alla terra e non siete capaci di sollevarvi. .. Per comprendere ciò, come gli sciamani, dovete rinnegare la terra e sollevarvi, raggiungendo il confine tra l'essere e l'esistere. … Noi tutti esistiamo, ma pochi possono dire di essere gli artifici di chi esiste.
Spogliarsi e rivestirsi di abiti guida, richiede fiducia verso chi si affida a te. Per essere guida devi mostrarti per quello che sei.
Capirlo è difficile; nessuno deve importi nulla. … Il pensiero corre veloce e tu non puoi raggiungerlo, se lo fai, puoi ripensarci e annullarlo. Il pensiero va lasciato libero. Deve correre davanti a te e farti strada. La creatività deve essere leggera, non deve avere zavorre mentali dovute alla gravità che ti vorrebbe, logico e, con i piedi ben piantati alla terra. … L’arte è leggerezza senza pesi inutili. 

Cristofaro Cingolo.

sabato 26 marzo 2016

Buona Pasqua: "Ma, cosa c'entri tu con me?".





Cosa c'entro io con te? L'agnello sacrificale sono io .. E' una mia scelta; l'ho fatto per far capire al mondo che si può morire per ciò che si crede. E io credevo nel mio messaggio. 
Ho fatto la volontà del padre mio, offrendomi in olocausto al mondo. ... Volevo essere l'agnello, capro espiatorio, dei peccati altrui, ma quanti lo hanno capito? ... Il mondo ha seguitato nel suo cammino egoista l'individuo ha continuato il suo percorso senza chiedersi che senso avesse questo mio sacrificio. ... Eppure, dissi loro, di essere il Padre il Figlio e lo Spirito Santo, incarnato nell'Uomo.
Cosa c'entri tu, Agnello vero, scelto per assimilare il simbolo della mansuetudine!!! A cosa serve paragonarti a me, quando io stesso, come Figlio, Padre, Spirito Divino fatto uomo, per essere vicino all'uomo, non sono stato creduto! ... Ho mostrato loro, un costato trafitto, un cure sanguinante, ma cercavano la morte Sono stato umiliato davanti a loro: mi hanno posto sulla testa una corona di spine e gridato che ero il re dei giudei. Non volevo essere Re pur essendo uno da seguire. Un pastore a cui è stato dato un popolo da guidare sul sentiero del bene, allontanando da essi il male. 
L'uomo non ha creduto in me non crederà mai a ciò che non implica: benessere, lussuria, potere, scelleratezza.  ... Qualcuno mi cerca: nella sofferenza nella povertà, nel pentimento. L'egoismo umano è alla ricerca di altro.
Gli stessi sacerdoti, ancora dopo duemila anni, mi offendono, sfruttandomi per le loro impudicizie!!! E, hanno scelto te, per umiliarmi ancora di più, dimostrando che l'agnello del passaggio pasquale, non è il Cristo come dice la scrittura, ma un cucciolo di pecora, buono per saziare la loro ingordigia. Hanno voluto apprendere ciò che volevano. 
Dissi loro: ... Questo è il mio corpo. .... Dissi loro: ... Questo è il mio sangue. Capirono altro. 
Di me non sapevano più che farsene. Da antropofagi non potevano divorarmi. Saziarsi spiritualmente non bastava. Hanno cercato in te, l'agnello da divorare. Il capro espiatorio concreto alla loro voracità.    
Cristofaro Cingolo.  













   

mercoledì 30 dicembre 2015

BUON 2016 A TUTTI.





Buon 2016

Buon Anno a tutti. Auguro a voi un 2016 risolutore dei vostri problemi. … Un 2016 cui andare incontro, con la volontà di realizzare, desideri taciuti. … Aggiungo a questi, prosperità e salute, auguri importanti per vivere al meglio.
Un pensiero va al mio anno trascorso all'insegna di: “Dio ti ringrazio!”, anche questa mattina, mi son svegliato, alzato, e in grado di dirti: buon giorno.
Un anno da ricordare e raccontare, vedendolo con sguardo esterno, come se non fossi il protagonista ma lo spettatore. … Mi piace riviverlo e rivederlo da estraneo, con occhi neutri. 
La sequenza dei giorni è trascorsa con il solito rimpianto del tempo perduto; il tempo che fu di gioventù, con la speranza rafforzata dalla voglia di farcela con le mie sole forze.
Un incitamento a vivere un giorno diverso dal primo. … Un giorno, tale, da farmi vedere un cambiamento (seppur minimo) alla routine della vita. Momenti su cui spesso mi soffermavo sugli attimi vissuti e di cui, per onestà, distinguevo diversi, nel bene e nel male. 
Trascorrerò altri giorni come questi, già sapendo che, quelli dietro di me, sono più di quelli che andrò a vivere. Per fortuna non siamo eterni e questo, dovrebbe aiutarci ad amare il mondo, natura con tutti i suoi regni. Ma prima dobbiamo imparare ad amare noi stessi. Non si può amare gli altri senza amare se stessi.
E si, è proprio così: non possiamo amare il prossimo se prima non ci vogliamo bene. Volersi bene vuol dire non farsi del male. ... Quanti esempi potrei fare, non li faccio perché conto sulla vostra intelligenza. Guardatevi allo specchio ammirate la grandezza del creato attraverso il vostro corpo. Attraverso il vostro amico: che sia un cane, un gatto, un uccellino, un fiore, una pianta.
In tutto potete osservare l’opera meravigliosa di Dio "Natura".
Da molto tempo ho smesso di pensare a un Dio monoteista. ... Ora credo in Dio "Natura". L’unico Dio che si vede. Potete osservarlo nella bellezza che vi circonda: dentro la bellezza del creato. 
Buon 2016 a tutti voi e preparate i vostri occhi a guardare in modo diverso il mondo. Ascoltate il vostro cuore, fatelo con l'emozione del nuovo. ... Arricchite la vostra anima amando l’essere vivente, sia esso un vegetale, un animale, un umano. 
Con l’avanzare degli anni ho imparato ad alzare lo sguardo in alto: fatelo anche voi. Ammirate il firmamento.
Non siamo soli, ascoltate le voci ampliate dal silenzio della notte, sono canti e nenie vaganti nel sereno. Sogni che fuoriescono da chi non osa confidarlo a voce e lo fa con l'anima. ... Provate a non sentirvi soli, pur essendo da soli.
Buon anno ai bambini che crescono; che possano vivere senza il timore di spregevoli esseri; di chi vuole fargli del male.
Buon anno a voi donne, vittime di soprusi e abusi, dai violenti. Buon anno a voi. … Buon anno a me. 

Cristofaro Cingolo 




giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale in Cristo.




Letterina a Gesù bambino che nasce stanotte.

Caro Gesù bambino, è trascorso tanto tempo da quando ti ho scritto l’ultima volta.
Ricordo, erano in vita, nonni e genitori; ed io, ero contento di scriverti e leggere quanto scritto, per guardare nei loro occhi le lacrime di felicità, ascoltando con quanto amore mi rivolgevo a Te e a loro, per dichiararti e dichiarare, quanto fosse grande la mia devozione verso di Te e l’amore per tutti.
Non erano tempi di fette di Pandoro e smartphone. Il dono poteva essere, un mandarino o delle castagne. ... Se abbondavano, potevi averne anche più di uno di mandarini, ma non più di tre. 
Ricordo, quando tremanti ci accostavamo alla grotta del presepe per farti nascere. … Sì … Tu, per noi, nascevi davvero: non per finta! ... Oggi, più della tua nascita, si aspetta babbo natale coi doni.
A te manco Ti conoscono. ... All'umile presepe, con il bue e l’asinello, oggi, si preferisce un albero adornato di palline, fiocchi e lucette. Nemmeno la stella va bene, distoglierebbe l’attenzione all'allegra festa, la renderebbe una festa religiosa e non va bene. ... Al consumismo attuale, ricordarti non va bene; non è opportuno.
Farebbe riflettere le persone su quanto chiedi: Pace e amore per gli uomini di buona volontà. E purtroppo con la pace e l’amore non si fanno i soldi. Far ricordare che tu stai nascendo, porta a meditare sul perché sei nato. … E molti, pensano che tu sia nato per la rovina del progresso, del benessere e, per toglierci quello che ci attira di più: il potere; la lussuria, il godimento dei sensi, del piacere. ... Quel piacere che chiediamo come progresso ai danni dei piccoli, il fornicare mentalmente, per il nostro piacere ai danni dei soggetti deboli.
Caro Gesù bambino, augurare un buon natale alla gente, credo, sia un errore.
Speriamo che presto il Natale acquisti il vero significato, e i bambini s'avvicinano tremanti di emozione alla grotta con le mani giunte. ... Che riportino gli alberi nei boschi, per farli crescere nei loro luoghi naturali.
Speriamo che alzino la testa verso le stelle cercando quella di Cristo, e che questa li guidi sulla strada della pace e l’amore per il prossimo.

Cristofaro Cingolo.

martedì 22 settembre 2015

Diaologo tra me e l'inconscio.




Dialogo tra te e me, sub inconscio.
Chi sei? ... Lo sai bene.
Sono me stesso, racchiuso nel limbo del non essere nulla. 
Come vedi sono te stesso, responsabile. ... E devo rendere conto a me stesso e ad altri di ciò che dico per sincerità. ...  Cosa che non tocca a te dissacrare il vero, dietro cui tu, ti nascondi, per farti accettare da tutti. 
Hai altro da dirmi ... da rimproverarmi? ... Si ... Certo, ... Che sei falso per piacere a chi ti segue e ti ama. Per accondiscendere a ciò che gli altri pensano e dicono contro il tuo reale pensare da sobrio, senza essere condizionato e raggirato dai piaceri del momento.  
Chi sei?  ... Cosa chiedi? ... Perché ti scagli contro di me che son te steso nel reale? 
Sono colui che si allontana da te quando sogna il bello, il pulito. Quando riesce ad entrare nel momento di sincerità tramite sogno e non crede che, per essere, ed esistere, sia necessario l’apparire. Sai perché? ... L'apparire, tante volte è un falso creato per piacere. 

Sbagli: sono circondato da tanti, ... Come vedi! ...  E tutti mi esaltano. - Dice il reale-. 
Lo so!!!! ... L’insano essere.  Nascosto in un subconscio, che avevo rinnegato, emerge, per non confrontarmi, ogni volta con la realtà che detesto, e nel privato ripudio.
Vedi " continuò a dirmi":  ... tutti mi ossequiano e mi riveriscono, ... Mi amano!.
Ma da solo: rivolto allo specchio che mi riflette,  con uno sorriso da sberleffo, per indicargli l’ingiusto, dico: ... Non è così: E sempre guardando nello specchio, volto a chi ruba la mia coscienza dico: ... "Ti amano, per quel che dai e non per quello che pensi di dare.
 Dove sta la differenza, me lo spighi? ... ... –Mi chiede il falso essere che è in me-.
Certo. rispondo, alterato dalla mia realtà che non è quella di tutti. … Ciò che dai è illusorio,.... Attualmente, il momento che indichi e dai, è falso!!! 
Dopo svanisce. ... Tu dai ciò che chiedono e cercano, E' ciò che cercano al momento, sai bene che è  il richiesto, inebriati dal momento e il non pensare ad altri, e il non contemplare l'insieme,  Ragionando per opportunismo, seppure va a discapito di altri, così progredendo, si ottiene consenso.
Ciò è richiesto ed è voluto per  volontà di ricevere.
E tu cosa dai con la tua filosofia menagramo? ... Do la realtà della percezione vera. ... Attuale ... esistente.
Chi crede in me crede nel reale. Chi crede in te, crede nell'illusorio immaginario. ... Gli resta l’attuale, perdendo il sunto del vero. … Ma tu. …. Chi sei?
Sono l’immerso che tu ti neghi. ... Colui che sa, che tu pensi, diversamente, per piacere agli altri. … Sono te senza le difese che ti crei. ...  Da cosa dovrei difendermi?! …Sono un temerario! Uno che non ha paura di affrontare l’ignoto!
A parole … lo dici, ma la verità, la conosciamo entrambi.
Tu temi i tipi come te, che falsano, quanto pensano, per far felice chi pensa diversamente.
Povero infelice, tu non sai di essere nel vero, mentre gli altri si assoggettano al momento, per sentirsi inclusi e non esclusi dalla vita. ... Troppi rinnegano se stessi per non scontentare chi li segua.
Smettila di accontentare chi ti segua! Non è così che capiranno.

Il blasfemo non è chi lo afferma e lo grida. Il blasfemo è chi tace e pensa diversamente da ciò che racconta e dice. 
Mi dici dove è la tua realtà? ... Certo trovo la mia realtà lontana dal vero che si scrive o si dipinge per sostenere tesi improprie che non risaltano la verità. 
In parole chiare, cerco di annullarmi per restare da solo dentro al mio oblio creato ad dock, impotente davanti alla massa. 

venerdì 3 luglio 2015

Quieta è la notte.





Quieta è la notte.


Ci sono persone che parlano e non ascoltano. Altri attenti ad ascoltarti e per un qualcosa, non comprendono. Per Cristian fu diverso: trovò Alina. … 
Lei si dimostrò attenta e lo mise a suo agio nel farsi dire un intimo difficile da raccontare a un’estranea. ... La solarità di Alina rompeva la sua riservatezza, lo incitava a essere sincero e dirle quello che sentiva al momento. ...

Cristian presto si accorse di non essere il solo a voler essere ascoltato e capito. Alina sentiva il suo stesso bisogno di parlare e di essere ascoltata. Davanti a loro si apriva quel mondo che per scelte diverse entrambi, si vietavano di aprire.

Alina silente ascolta il cuore, e questo inizia a battere di nuovo.

Cristofaro Cingolo. 

mercoledì 24 giugno 2015




http://www.lafeltrinelli.it/libri/cingolo-cristofaro/quieta-e-notte/9788891096678

Tutte le strade recano a Roma. Per Cristian No! Proseguivano per il veneto. La meta era stata decisa prima per ovviare a dei problemi subentrati al momento. Viaggiando, in treno fa un incontro particolare  che aggiungerà altro alla sua vita. Incontrerà Alina. Lei è una ragazza tutta da scoprire, fuori dalle regole che conosceva Cristian.
Tra il serioso e il faceto, chi leggerà scoprirà personaggi che indurranno a riflettere che c’è altro nella solita rutine della vita che noi conosciamo. Altri modi di amare, e affrontare i problemi che incontriamo sul nostro cammino. Sorprese e ostacoli messi dal destino.
Il romanzo è di fantasia al 50%, il resto, l’autore ha rivissuto un suo periodo particolare, compresi i momenti ironici che fanno parte degli Emomatti.  Chi sono gli Emomatti? Si scoprirà leggendo il romanzo.

C.C.  


Cristofaro Cingolo.

mercoledì 17 dicembre 2014

BUON 2015



AUGURI A TUTTI

 

Buon 2015. … Buon anno di vero cuore a tutti.

Cari amici lettori, Farvi gli auguri per un anno migliore, mi sembra come un volervi dire: -Vi auguro un buon viaggio verso Marte-.
Un viaggio difficile d’affrontare senza una sicurezza garantita sull'onestà.
Manca la certezza dell’onestà nei nostri governanti: quella che aveva il nostro caro “Presidente della Repubblica”, …. Sandro Pertini.
 L’incognita di quello che ci attende è tanta, sembra quasi azzardato dire qualcosa, che nemmeno il sottoscritto, (ottimista convinto), riesco a vederne il senso compiuto.
Molti di noi attraverso la rete lo ricordiamo e lo rimpiangiamo per la sua grande umanità. … Questo è uno dei suoi pensieri più belli.
-Per me libertà è giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.-
Certamente, se avessimo avuto un grande uomo, come il Presidente Pertini, non avremmo perso inutilmente questi dieci anni.
Dieci anni di illeciti, governativi, come ci ha imposto, terrorizzandoci, l’attuale presidente, spaventandoci, con pseudo catastrofi dicendo che, se andavamo a votare sarebbe successo una catastrofe. Una catastrofe invece programmata e mandata avanti da lui per ben due mandati. Tra poco ci farà gli auguri fuori da ogni realtà. Fuori dai problemi che per età e vita condotta, non capirà mai. Saranno gli auguri di un presidente che ha permesso la nascita di governi di innominati. Gente mai eletta da noi e che si è autorizzata a perpetrare illeciti stratosferici. … Alla fine, di tutti questi anni, ci siamo ritrovati ancora su quel baratro che ci prospettò anni addietro (per intimorirci). Questo è l’attuale presidente, speriamo che con la sua uscita di scena, questa nazione possa riformarsi, e far sperare ai giovani, un giusto avvenire. Un avvenire, che vecchi politici, pensando solo al loro potere presidenziale, o pseudo onorevole, hanno loro negato.
A voi tutti, posso augurarvi che i vecchi escono fuori e che per voi, giovani ci sia la riscossa: la possibilità di riscattare le vostre capacità.  Seguite il 2015 orgogliosi di voi e dei vostri meriti. Percorrete questo cammino inoltrandovi con fiducia dentro questo anno, e che sia migliore in ogni senso. Un anno capace di restituirvi la dignità che questi criminali politici vi hanno rubato, come sono abituati a fare da sempre.


Cristofaro Cingolo.   

lunedì 30 dicembre 2013


Auguri per un buon 2014


Cari amici, per volontà e generosità di Dio, (nel bene e nel male), abbiamo visto e vissuto questo  anno che ci lascia: 2013, con la speranza che fosse migliore del 2012.
Riflettendoci, dobbiamo ammettere che non era uguale agli altri anni. Abbiamo vissuto ogni nuovo giorno con sorpresa: una scoperta. Certo qualcosa ci hanno sorpreso, e altre, ci hanno deluso: offesi. Qualcuno ha sofferto e non tutte le sofferenze sono uguali, come non lo sono le gioie. C’è chi ha sofferto nel corpo, e chi nell'animo. Si è pianto la morte di un nostro caro, e sorriso alla nascita di una nuova vita, oppure a un amore, si è gioito davanti a un tramonto e pianto per la distruzione di qualcosa a cui tenevamo. Siamo umani e il mondo è questo: si nasce, si vive, si muore.
In mezzo a queste cose c’è la vita: lo spazio che unisce le estremità di un percorso, a volte, generosamente lungo, altre volte invece, con sofferenza si è assistiti a premature scomparse, non volute da Dio, ma da mani e pensieri, poco cristiani verso gli indifesi.
Quest’ultimo scritto, e da dedicare al ricordo dei tanti bambini ammalati di brutte malattie, generate da incoscienza umana.
A questi va il mio pensiero con la speranza che cambiano. Sperando che, l’uomo si ravveda e inizia a pensare a loro: i bambini. Deve farlo e salvarli, prima di pensare e salvare se stesso, allontanando da se quella parte di egoismo onnipotente che lo esalta, a discapito dei deboli: .... Gli indifesi.
Nel guardare i bambini, vediamo in essi, l’immagine del puro: il mondo visto da Dio come lui lo concepiva nella creazione.
Un mondo fatto di cose semplici, iniziando dall'amore
universale che tiene unito, l’uomo, l’ambiente, e le altre cose capaci di meravigliarci ogni giorno, come, il guardare l’alba, un fiore, un albero, il mare, il cielo, il sole: un tramonto.   
Ecco cosa auguro a tutti voi per 2014. Di vedere il mondo come lo vedono i bambini, come loro, di non concepire la sofferenza e le brutte cose della vita.  


Cristofaro Cingolo       

mercoledì 26 settembre 2012

LOURDES


Santuario.

LOURDES

Le parole di Bernadette furono: Io scorsi una signora.
Indossava un abito bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi.

Intendo iniziare a raccontare il mio percorso silenzioso verso la Madre, e per farlo,  ritornerò indietro nel tempo. Questo, non può che farmi del bene, rivivrò con voi quei momenti indimenticabili.
Sono trascorsi diversi anni, forse troppi, per riportare fedelmente l’emozione provata quel giorno, quando ebbi la fortuna di varcare la soglia del sacro luogo di Lourdes.

La Santa Vergine di Lourdes
L'IMMACOLATA CONCEZIONE

Cercherò dentro di me, immagini e ricordi ancora ben presenti, per riportare, "usando il linguaggio dei semplici", le sensazioni percepite davanti alla piccola Madonnina di Lourdes. 
Ricordo che, nel momento in cui, mi proposero di andare a Lourdes, mi venne il mal di mare. Non era certo mia intenzione sorbirmi per sei o sette giorni, l’esasperante visione di false crocerossine preti e, barellieri nati al momento per un atto caritatevole.
Senza contare lunghe messe, con i lunghi sermoni preparati ad arte, giusto per farti il solito lavaggio del cervello, e inculcarti, nozioni evangeliche fuori luogo, dai soliti  prelati che, per un'assopita fede, parlano tanto e si lasciano andare a sermoni senza alcun senso veritiero, ben sapendo, che i primi a non  osservare  il testamento cristiano, son proprio loro: i prelati. 
Da tempo ormai non entravo in una chiesa, e se vedevo un prete, lo guardavo male.  Non correva buon sangue tra me e loro. E poi, tutti gli strascichi cui ti riservano questi lunghi viaggi, organizzati, usando un treno stracolmo di anziani, disabili, e scout, (adulti che sembravano imbecilli vestiti da bambini). E tutto questo questo, per ritrovarci dopo, dentro qualche pensione o albergo, dove ti passava la voglia anche di andare in bagno: sai che divertimento?...
Va beh, pensai tra me, ormai la frittata era fatta, la signora che organizzava i viaggi aveva accolto la richiesta di mia madre che la supplicava di portarmi a Lourdes con uno dei suoi viaggi organizzati dall’UNITALSI, affinché, la Madonna mi stesse vicino nella malattia che, essendo genetica e non guaribile, almeno mi desse una mano a non stare sempre male.
Il momento della partenza arrivò e, insieme alla partenza, anche il problema al piede.
Come spesso capitava, quando dovevo andare da qualche parte, succedeva qualcosa che mi proibiva di andarci: non potevo camminare! ... E che cavolo! … Pensai.
Il gonfiore all’alluce del piede, non mi faceva poggiare bene il piede a terra, e dovevo camminare con i sandali, ma sempre su dolore.
Questo fastidio, uno dei meno gravi, capitava sempre nel periodo estivo, quando camminando a piedi nudi sulla spiaggia, qualche sassolino o altro mi procurava un versamento nella piccola articolazione del ditone.
Arrivò il pullman che doveva condurci alla stazione di Napoli, e piano piano, aiutato da qualcuno dei presenti, iniziai il viaggio.
Durante l’andata in treno ci furono degli episodi che personalmente, diedero adito alle mie ragioni. ... Successe che un prete, si invaghì di una ragazza e a un certo punto, non vedemmo più ne questo giovane prete, ne tanto meno la ragazza che, nei primi momenti, tentava di sfuggire al prete, poi, scesero in una stazione francese e non risalirono più. Cosa successe, non lo seppi mai. Certo fu, che quando arrivammo nelle vicinanze del santuario, altro che albergo o pensione; ci toccò una specie di ospedale o ex ospedale.
La sorpresa fu, quando lessi la scritta: Ospedale dei sette dolori. … Oh Dio! Pensai: sette dolori ?.... E con me, fanno otto.
 Appena entrai nello stanzone, mi guardai intorno e, posi la valigia accanto ad uno dei tanti letti messi in fila per gli ospiti. Non attesi molto, mi spogliai e mi misi a letto, sperando che il dolore al piede si calmasse e mi desse la possibilità al mattino di recarmi con gli altri al santuario.
Passai la notte dormendo come un ghiro, ma la sveglia suonò presto, per non perdere   l’appuntamento che avevamo per immergerci nella vasca e dopo c’era la S. Messa nella basilica S. Pio X.
Misi il piede a terra e notai che il dolore ancora persisteva, ma in confronto a quando avevo iniziato il viaggio: due giorni prima, era di meno. Tutto sommato, andava meglio del previsto: potevo camminare, anzi, calzando i sandali, andavo ancora meglio. Poi non dovevo dimenticare che ero lì essendo un ammalato.
Facemmo colazione in fretta e scendemmo tutti giù per preparaci ad andare alla Grotta prima tappa per salutare la Vergine miracolosa.
Quello che non mi attendevo, era ciò che mi aspettava: i pellegrini, per lo più ammalati erano tanti, e i barellieri, erano pochi. Per portare tutti gli impossibilitati a camminare alla grotta, bisognava fare due viaggi.
Cosa non da poco, pensando che la distanza dal Santuario e tutto lo spiazzo da attraversare per giungere alla grotta e alle piscine, era parecchio.
Alcune dame di compagnia, per dare una mano, si misero anche loro sotto i carrellini per il trasporto e, per evitare rimorsi, dovetti farlo (a mia scelta) anche io, per non lasciare gli ammalati ad attendere un turno che si annunciava particolarmente faticoso.
Fu così che da ammalato, divenni barelliere, dimenticando il problema al piede. La carrozzina con tettuccio, era pronta giù nel cortile dell' hotel (sette dolori ) con sopra  il disabile da trasportare. Una pioggerellina sottile, che quasi sempre, anche nel periodo estivo, era presente sui Pirenei, (Eravamo nel mese di luglio), con il risultato di mantenere l’aria fresca e respirabile. Quindi, non dovevo fare altro che accodarmi e seguire i barellieri, conducendo la carrozzina con sopra l’ammalato alla grotta.
L’impatto che ebbi, quando varcammo uno dei due cancelli che permettevano l’entrata al santuario, fu enorme. Una strana pace si impadronì di me, guardavo negli occhi delle persone, percependone uno sguardo diverso.
Varcato il cancello il primo miracolo: le persone non erano più sulla difensiva ed erano pronte ad aprirsi a tutti. Una pace immensa fatta di strette di mano e abbracci. Una quiete fatta di santità.
Com'era possibile? La gente, la stessa che poco prima aveva il viso teso, si rilassava e acquistava il sorriso mancante da giorni. La sofferenza dal volto degli infermi sembrava sparita. Io stesso, taciturno e timido, divenni espansivo e, con piacere, sorridevo, cercando il dialogo con persone italiane e di altre lingue. Non era difficile tutto ciò, l’intenderci avveniva spontaneo, bastavano pochi gesti e tanto sorriso.
Quel mondo iniziò ad affascinarmi, faceva diventare tutti uguali com’era possibile?
Portai l’ammalato alla grotta e anche lì ebbi la sensazione di toccare con mano la pace dell’anima. La piccola statuina piena di roselline sembrava enorme e capace di infondere serenità a chi era lì per sofferenze diverse.
Non c’erano solo ammalati fisici con problemi di deambulazioni o psichici. C’erano persone malate dentro, con sofferenza per aridità d’anima. Ed ecco che lì i loro volti smettevano di sottostare alla smorfia di sofferenza e si rilassavano alla dolcezza del luogo. L’amore universale entrava e palpeggiava la loro anima, rendendola malleabile, e pronta ad assorbire amore. Quell’amore che nulla ha a che vedere con altri tipi di amori. La sensazione che provai dopo alla S. Messa nell’immensa basilica Pio X, quando strinsi la mano di una ragazza fu strana: sentii dentro di me, la sensazione di essere asessuato: senza sesso. -Cosa difficile per la mia età, che al primo tocco di una donna, mi usciva il fumo dal naso-.
Avevo sedici anni, e le donne, mi facevano sognare altre cose, non certamente la castità.
Alcune dame di compagnia, per dare una mano, si misero anche loro sotto i carrellini per il trasporto e, per evitare rimorsi, dovetti farlo (a mia scelta) anche io, per non lasciare gli ammalati ad attendere un turno che si annunciava particolarmente faticoso.
Fu così che, da ammalato, divenni barelliere, dimenticando il problema al piede.
Ritornando all'inizio, prima della messa, dopo aver recitato il S. Rosario alla grotta, ci recammo alle piscine. Lì c’erano delle vasche piene di acqua freddissima, dove ci dovevamo immergere, aiutati da personale esperto. Dopo aver consegnato il disabile che trasportavo al personale addetto, attesi il mio turno per bagnarmi nella vasca.

Un po’ intimidito, entrai, e un uomo, porgendomi un telo, in un italiano francesizzato, mi disse di spogliarmi del tutto. Pensavo che mi avrebbe fatto entrare nudo nella vasca, invece, mi fece coprire con quel panno gommoso già umido, per prepararmi all’acqua fredda. Altri due uomini mi presero per mano, mi fecero scendere due scalini e mi dissero di andare a baciare la Madonnina all'altro estremo della vasca. Poi con delicatezza mi calarono all'indietro, rialzandomi subito dopo. Il tempo di calarmi per intero nella vasca e rialzarmi. 
-Bisogna dire che, la vasca, nell'arco delle ventiquattro ore, viene svuotata e riempita due volte-. 

Quello che mi stupì, fu la mancanza di bisogno di asciugarmi, dal momento in cui, il mio corpo, appena uscito dall'acqua era completamente asciutto.
Ancora sbalordito per l’evento, mi vestì in fretta e, con il disabile che accompagnavo, ci recammo alla grotta della Madonnina, dove c’erano gli altri ad attenderci per andare tutti alla basilica Pio X.

A questo punto, se mi permettete, vorrei farvi conoscere sommariamente, per quanto ricordo e verificato da altri che ne parlano, un po’ Lourdes.
Per entrare nel luogo santo, bisogna varcare un cancello, ce ne sono due, per due entrate  da strade diverse: (S. Michele e quello di S. Giuseppe).
Una volta entrati, ci si trova davanti un grande spiazzo con dei percorsi segnati per giungere alla grotta e in altri luoghi.

Il vero centro del pellegrinaggio è Lourdes, caratterizzato dalla presenza di tre basiliche: (Basilica del Rosario, Basilica superiore, Basilica San Pio X) che, assieme, formano il Santuario di Lourdes.

Costruite in tre diversi periodi (1862, 1876, 1958) per celebrare le apparizioni della Madonna, le tre Basiliche, unite alla vicina Grotta delle Apparizioni, sono i luoghi più visitati di Lourdes. Iniziamo a parlare della grotta.


La grotta di Massabielle

grotta di Massabielle

Il massiccio roccioso nel quale è scavata la grotta, è chiamato Massabielle cioè, vecchia roccia. Dentro questo massiccio di 27 metri di altezza, c’è la grotta è alta, 3 metri e 80, per 9 metri e mezzo di profondità, e 9 metri e ottantacinque di larghezza.
In alto sulla destra, una piccola nicchia ogivale di due metri di altezza.
È in essa che, la Madonna apparve a Bernadette tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858. 
La statua, alta un metro e ottantotto, raffigura la Madonna nella posizione che aveva quando disse: (Io sono l’Immacolata Concezione).
La statua, realizzata da Giuseppe Fabisch e donata da due dame lionesi, fu collocata il 4 aprile 1864. 
Ai piedi della grotta, guardando a sinistra, una mattonella indica il luogo esatto dove Bernadette pregava.
Un’incisione afferma: (qui pregava Bernadette l’11 febbraio 1858).
In fondo alla grotta, a sinistra dell’altare, si vede la sorgente scavata da Bernadette su indicazione della Madonna il 25 febbraio 1858 la cui acqua, continua ad alimentare tutti i punti di distribuzione (fontane, piscine, cammino dell’acqua). Davanti all’altare invece due mattonelle ricordano le visite dei Papi (1983-2004-2008.


Basilica del Rosario.
(denominata anche, Basilica Inferiore o Cripta)

Basilica Inferiore

Il Santuario della Madonna di Lourdes: l’insieme del luogo Santo meta di pellegrinaggio e  raccoglimento dei pellegrini.
La Basilica del Rosario nasce dalla richiesta che la Vergine fece a Bernadette di far costruire una cappella nel luogo dell’apparizione. Cappella che fu inaugurata, nel 1862 alla presenza di Bernadette. La costruzione avvenne velocemente, grazie all'interessamento dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.
La Cappella non è molto grande, al massimo può contenere 125 persone. Piena di ex voto, è il luogo di massimo raccoglimento dei pellegrini, percependo la sacralità del vero mistero Santo unito alla Beatitudine del piccolo santuario. 


Basilica superiore.

Basilica superiore 

La basilica superiore, fu edificata sulla roccia, in stile gotico, (su progetto dell'architetto Viollet-le-Duc), ed è sovrapposta alla Basilica del Rosario. La costruzione fu conclusa nel 1876. La navata, lunga 51 metri, larga 21 metri, può contenere 800 persone. All'interno si possono ammirare bellissime vetrate raffiguranti episodi dell'antico e del nuovo testamento, la storia delle apparizioni della Madonna a Bernadette fino ad arrivare alla scena della promulgazione del dogma dell'Immacolata Concezione. 
Accanto all'abside si trova la statua della Vergine, che la stessa Bernadette, dichiarò assomigliare molto al volto della Madonna. 

Ed eccoci alla Basilica di S. Pio X.

Basilica di S. Pio X.

Possiamo dire che questa Basilica, nasce dall’esigenza di accogliere il gran numero di pellegrini, creando un momento di massima unità, evocando uniti la preghiera a Maria.
La Basilica Pio X, si estende sottoterra, e ospita 25.000 pellegrini. Lunga 191 metri, e ampia, 61 metri. Fu consacrata in occasione del centenario delle apparizioni nel 1958 dal cardinale Roncalli che divenne in seguito papa Giovanni XXIII.
All'interno si trovano 52 quadri in cristalli che rappresentano la Via Crucis, le apparizioni che ebbe Bernadette, i misteri del Rosario e delle tele di Santi e Beati, dove sono stati scritti piccoli pensieri per meditare su la loro vita di fede.

*****
Durante il percorso del pellegrinaggio e dei momenti di raccoglimento, non dobbiamo dimenticare la simbologia del Miracolo dell’acqua. A ricordarci ciò ci sono le piscine e le fontane

Le Piscine.


Le vasche come sono attualmente.

Come lo erano tempo addietro 

Malati che attendo di essere immersi nella vasca .

Chi va a Lourdes sa che, il momento più bello, più sentito, quello che ti fa battere forte il cuore per l’emozione è il momento del bagno nelle piscine di Lourdes. 
L’immersione rappresenta un momento spirituale importante, la fede sente il bisogno di dissetarsi con l’acqua benedetta di Maria. Si allontana la sofferenza, per far posto alla speranza. 
 L’immergersi diventa una sorta di purificazione spirituale. La fede raggiunge il sublime e la risposta sarà la grazia, sia essa nel fisico o nell’anima. Spesso il miracolo avviene con il farti accettare la malattia come dono e preghiera. 
La Chiesa ha riconosciuto solo 66 miracoli, ma sicuramente sono molte di più come lo dimostra la quantità considerevole di ex-voto che troviamo nelle varie Basiliche. 
Prima di immergersi nelle vasche d'acqua, bisogna fare delle lunghe file, vengono fatti due gruppi, uno di maschi e l'altro di femmine che fanno il bagno in piscine separate. Il pellegrino al momento della breve immersione, viene invitato a spogliarsi e, il personale che lo assiste, lo avvolge con un telo invitandolo a immergersi, non completamente, ma a far pochi passi dentro la vasca, fino ad arrivare alla statua della Vergine, posta in cima. Ed ecco che dopo, meravigliato, si trova asciutto. 


Le fontane.



Sono tanti rubinetti, dai quali sgorga la sorgente di acqua potabile, indipendente dal fiume Gave, che Bernadette scoprì su suggerimento della Vergine Maria e che ha regalato grandi grazie.

Via Crucis.

Questo link vi porterà a Lourdes Con immagini spettacolari.

Gesù cade sotto il peso della Croce.

La Via Crucis è sempre stata una devozione sentita dai pellegrini che si radunano a Lourdes e viene praticata ovviamente su di una montagna, vicina al Santuario.
Il percorso che i pellegrini praticano è lungo circa 1,5 km e le stazioni sono rappresentate da 115 personaggi in ghisa che rappresentano delle vere e proprie opere d'arte, realizzati tra il 1898 e il 1911.


Bernadette Soubirus 


Questo piccolo accenno a LOURDES non è del tutto completo. Ma, per chi ne volesse sapere di più ci sono tanti siti che ne parlano.
Io mi fermo qui anche se potrei raccontarvi altro: di quello che successe durante il viaggio, ma uscirebbe fuori dalla logica di LOURDES.

Cristofaro Cingolo  





domenica 27 maggio 2012

SFATATE I MITI!







Sfatate i miti!


Sfatate i miti, allontanatevi da ciò che non conoscete.
L’amo, e con le vostre banalità, annullate il vero!
Non togliete l’incanto all'amore!
Lei è mia!!! …. Io, mi annullo in lei.

Non andate oltre! Rileggete ciò che scrivete!
Non c’è anima, non c’è amore, non c’è nulla in voi!
Siete vuoti dentro! Non vi accorgete che,
riempite i vostri scritti di banalità!
Chi mai vi crederà?
Smettetela! ... Non parlate di cose a voi ignote!

Sproloqui concepiti da false illusioni!
Generati per assenza di altro!
Rifletto su ciò e ne deduco che,
siete dei mentecatti dello scritto.

Scrivete parole inutili, senza senso: empiriche.
Tanto vuote, da farvi vergognare al soffermarvi e pensare ad esse!

L’ottusa credenza è evidente: ci credete!
Convinti d’aver dato riposo all'anima nel dire!
Spergiuri!

Negate il senso: la verità!
Accettate la vostra verità, non andando oltre.

Siete dei falsi! ... Vi nascondete dietro fili d’erba!
Il poeta soffre quando ama: e io l’amo.

Disgraziati voi …. io amo!
Vedo l’amore soffiarmi addosso: tremo!

L’inganno è dietro l’angolo!
Vi sembrerà strano, lo rifiuto!!!
Se siete solidali con me ridete! ... Voi, inutili esseri.

Voi che, non avete lei.
Lei è mia, … mia capite?
Solamente mia.

Il nulla resta tale, riempito dalla vostra stupidità!
Esagono geometrico, con lati falsi e, veri.
Resta a voi decidere su quali puntare!

Lei non è nulla per voi!
Lasciatela a me che, da trasformista,
sospiro all’unisono col suo alito.
Assorbo per intero la sua tristezza e giuro: … piango!

Sarà vero che non amo.
Convinto da sempre d’amare l’innamoramento.

Vi prego, non fatemene una colpa.
Io l’amo, … e lei lo sa.

Con questo scritto si ricorderà di me.
Capirà che l’amo, ... ora e sempre.


Cristofaro Cingolo

domenica 15 aprile 2012

Il pulcino e il verme.



 Il pulcino e il verme

Possibile che con tanto spazio, dovevi finire sul mio cammino?
Disse il verme al pulcino che, lasciato solo dalla sua mamma, “stanca di dargli da mangiare” pretese che fosse lui a procurarsi il cibo.
Ecco lo sapevo -disse il pulcino-. Tutti piluccano e non succede nulla, mentre a me che per la prima volta ci provo, mi capita un verme vile, che ha paura di sacrificarsi per nutrire un essere debole e denutrito.
“Vedi me per esempio” che, disgraziatamente è stato appena stamattina svezzato dalla madre!
Chi ti dice che non ho la stesa tua età, e anch’io sono stato svezzato da poco?
 -Disse il verme, scansandosi dalla beccata-.
Non puoi avere la mia età, non vedi? Sei sporco … tutto nero, chi sa da quando ti strofini al suolo per giungere alla tua méta. Non so quale sia e non mi importa di saperlo. Tu sei il mio pranzo e io ti divoro!
Perché mai vuoi fare questo? Abbi pietà di me, te ne prego, il tempo di raggiungere quella foglia di gelso e mi nascondo. Ti giuro non mi farò vedere da altri, mi nasconderò sotto di lei e tu non ti sentirai offeso nell’onore: so che devi dimostrarlo agli altri. … Non credere che io non comprenda. …  Sarò pur lento a camminare, a raggiungere un traguardo, ma nella mia lentezza uso il tempo per ragionare: so che tu non vorresti farmi del male, ma sei obbligato dai tuoi simili. Loro per tradizione si nutrono di noi, che per lentezza, non riusciamo a sfuggire alle beccate.
Guardandosi intorno il pulcino trovò dei semi di pera, pensando che, per raggiungere il verme sarebbe bastato poco, iniziò a tamponare i morsi della fame inghiottendo quelli. E deglutendo, piano si rivolse al verme dicendo.
- Ma anche tu non risparmi nessuno e divori da sempre ciò che ti alimenta! Cose che di preciso io non so! … Anche se spesso, vi vedo fermi su escrementi e, animali morti. Mi sa tanto che vi nutrite di quei putridi alimenti. … Almeno noi mangiamo e divoriamo carne viva: fresca, voi invece siete in cerca di roba vecchia in avanzata putrefazione.
Per leggerlo andare su LULU.
Cristofaro Cingolo